Consulenze individuali con bambini da 6 anni

Crescere un bambino non è un compito semplice.
Nella vita quotidiana, oltre alle difficoltà pratiche e organizzative, spesso ci si dimentica che bambini, fin da quando nascono provano emozioni molto intense, che non sanno riconoscere/nominare o esprimere verbalmente. Per farlo allora, utilizzano il linguaggio non verbale, alcuni comportamenti a volte difficili da comprendere e/o gestire.
Compito del genitore è imparare a conoscere il linguaggio emotivo del proprio figlio, poiché pianti, e comportamenti apparentemente inspiegabili, ma anche eccessivi silenzi possono essere messaggi lanciati come segnale d’allarme.
Desidero qui sottolineare che i cosiddetti “capricci” non esistono poiché, sotto ad una specifica espressione emotiva del bambino, si nasconde un disagio più o meno profondo.

A volte però i genitori faticano a comprendere i propri bambini e si trovano in difficoltà nel gestire alcune dinamiche o disagi emergenti. Come già detto, infatti, i bambini dimostrano il proprio disagio emotivo attraverso sintomi diversi quando non sono capaci di descrivere a parole ciò che provano.
È allora consigliabile richiedere una consulenza psicologica al fine di valutare il disagio e le difficoltà e considerare l’idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico con il
bambino.

Il percorso di supporto psicologico si rivolge dunque a bambini che vivono un disagio
emotivo o un periodo di particolare difficoltà per il quale è difficile trovare una soluzione.

Quando richiedere un supporto psicologico

  • Difficoltà nell’autoregolazione emotiva.
  • Ansia.
  • Oppositività nei confronti dei genitori o di altre figure con un ruolo educativo.
  • Disturbi del sonno.
  • Disturbi dell’alimentazione.
  • Difficoltà eccessiva a separarsi dai genitori.
  • Sintomi regressivi.
  • Eccessiva tristezza.
  • Rabbia ed aggressività difficili da gestire e dirompenti.
  • Paure eccessive.
  • Verificarsi di eventi esterni importanti (separazione dei genitori, lutti, inserimento in un nuovo contesto sociale, nascita di un fratellino, malattie importanti…).
  • Mancanza o scarsa autostima.
  • Difficoltà nelle relazioni con i pari.
  • Difficoltà nel relazionarsi all’ambiente scuola.

Un percorso di consulenza psicologica è utile per sostenere i bambini in questo momento di passaggio delicato, dando loro uno spazio “fisico” in cui poter portare le proprie emozioni, e uno spazio “simbolico”, ovvero qualcuno a cui spiegare i propri sentimenti.
Un aiuto esterno può così aiutare i genitori a prendere la giusta distanza dalla situazione di disagio ed osservarla da un altro punto di vista e con la “lucidità” necessaria per intervenire in modo efficace nei momenti difficili.
Insomma, il percorso psicologico con i bambini serve anche per aiutare i genitori a comprendere ed aiutare i propri bambini.
Come dico spesso ai piccoli pazienti “Aiutiamo mamma e papà a capire come aiutarti”.
Attraverso diversi strumenti e materiali come disegni, gioco, dialogo ecc…viene data ai bambini la possibilità di esprimersi così da superare i momenti di disagio emotivo e relazionale che sta sperimentando.

Come si struttura il percorso

Si inizia da un primo colloquio con i genitori, in cui viene esplicitato il motivo della richiesta, si raccolgono informazioni sulla storia famigliare, la coppia, la gravidanza, la crescita del bambino. Vengono inoltre spiegate le modalità degli incontri successivi che si svolgeranno solo con il bambino.
In un secondo colloquio, lo specialista accoglie nel proprio studio genitori e bambino per raccogliere ulteriori informazioni e dare una prima conoscenza del bambino.

Più il bambino è piccolo di età e più questi colloqui hanno una maggiore valenza. Quando si ha davanti un adolescente, i colloqui con i genitori possono modificarsi, anche in base alle richieste del giovane stesso.
Successivamente gli incontri saranno solo tra bambino e psicologo.
Sono previste 8/10 sedute circa ed un colloquio finale, restituzione, organizzato solo con i genitori.
In questo contesto il terapeuta potrà condividere con loro ciò che ha osservato, scambiare idee, pensieri, fare ulteriori domande per chiarimenti, sapere anche da loro come il bambino ha affrontato a casa questa novità e poter poi così formulare un piano terapeutico insieme, se risulta poi necessario.

Esito del percorso

Al termine delle sedute, il percorso può concludersi oppure, a seconda di quanto emerso, si può optare per un percorso di psicoterapia o per l’invio ad altre figure professionali. Il tutto volto al miglioramento del benessere psichico, emotivo e relazionale del bambino.
Durante tutto il percorso la collaborazione con i genitori è fondamentale.